I Racconti di Anacleto

La vela dei disperati

Mi son chiesto spesso se chi va a vela lo faccia per aspirazione o per disperazione. Questo dubbio amletico tormenta anche il sottoscritto. Prima di partire ogni primavera per il mio semestre sabbatico velico mi chiedo se lo faccio per scelta o per una specie di condanna interiore. Mi capita anche di ospitare a bordo persone più…disperate di me. Il giovane diciottenne appena diplomato che, volendo sfuggire alla condanna di dover iscriversi all’università e seguire un percorso di vita obbligato, chiede di dedicarsi alla vela come “scelta” di libertà. Il…

I neofiti velisti

Si lasciano esaltare (ingannare) dai nostri  proclami poetici  del tipo “va dove ti porta il vento”, poi ti chiedono di farsi portare (a motore) nelle baie più deserte ( e magari meno ridossate) per il bagno di rito. All’imperativo assoluto “solo baie , mai porti” saprebbero sacrificare ogni senso della realtà, salvo poi adeguarvisi in extremis con grande frustrazione. Meno retorica da parte nostra (velisti navigati) forse sarebbe doverosa per facilitare un approccio dei nuovi adepti. Queste mistiche considerazioni mi son sgorgate dall’ultimo gruppo di “neofiti velisti” che ho avuto…

Arrembaggio in porto

Arrembaggio all’ormeggio e salvataggio miracoloso. In mare aperto nei nostri mari non esiste il pericolo d’arrembaggio da parte di pirati del mare. Esiste all’ormeggio. È da due anni che ne sono vittima, peraltro sempre in situazioni di grande tranquillità di vento e di mare. L’affiancamento in porto da parte di imbarcazioni condotte da improvvisati marinai è il momento più pericoloso. Questi gentiluomini non sono mai pronti ad ammettere il loro errore di manovra né a riconoscerne i danni verso le imbarcazioni tranquillamente ormeggiate, per cui  l’esito assicurativo è molto problematico…

Naufragar m’è dolce in questo mar

L’uomo è un naufrago dalla nascita. Pesce nel grembo materno, è l’unico mammifero che riesce a sopravvivere sulla terraferma, una volta spiaggiato alla nascita. Un iniziale naufragio che prelude e che determina la vita. Il marinaio sente il primordiale anelito a ritornare nell’infinito mare, come un ritorno al grembo materno. In francese la madre si chiama la  mère, il mare la mer. Il naufragio sigla l’inizio della vita, ma ne può determinare la fine. Il naufragio può essere l’atto finale, il può temuto dal marinaio. Affrontare il mare comporta anche…

La barca sui trampoli

Pardon, sull’invasatura. È il destino delle nostre barche che, per preservarle, d’inverno le mettiamo a riposare in un bel cantiere recintato. Le sentiamo più sicure e controllate. In primavera vi faremo o faremo fare “i lavori”. Anni addietro ero orgogliosamente dedito al “fai-da-te”, cioè da me. Ora pigramente incarico il “cantiere” a far tutto, in modo che la barca possa essere pronta per la prima uscita che classicamente avviene per Pasqua.  Forse… I lavori, programmati e concordati da cinque mesi, non sono ancora iniziati e la Pasqua s’avvicina. Ed i…

Quaranta anni a Sistiana

Le barche a vela diventano d’epoca a 40 anni, anch’io, nel 2019, diventerò  dopo quarant’anni “socio d’epoca”  della gloriosa mia Società Velica, la Pietas Julia di Sistiana. Mi permetto allora una vergognosa auto celebrazione.È merito di Sistiana se la mia “carriera” velica è iniziata e progredita di pari passo con la mia carriera professionale. È grazie alla vela, con relativo posto barca nella baia di Sistiana, se ho deciso di fare lo psichiatra lontano da casa, a Gorizia, dove ho potuto beneficiare di una fortunata carriera. Solo così, carico di…

CAPITAN UNCINO

Un po’ Peter Pan ed un po’ Capitan Uncino. L’immaginario di ogni velista oscilla tra questi due miti. Peter Pan, l’eterno bambino, ed il suo acerrimo nemico, il più spregevole dei pirati, (o il più rude lupo di mare) il Capitan Uncino. Nel suo vagabondaggio ogni velista, eternamente alla ricerca dell’ “Isola che non c’è” impersona, alternativamente, ambedue questi personaggi, per loro natura agli antipodi ma conniventi. Uno ha bisogno dell’altro. Favoleggio da sempre d’essere discendente di un Corsaro Dalmata al soldo della Serenissima. Potrei esibire in proposito regolare documentazione…

L’apoteosi

La domenica prima, la Coppa Bernetti, fiore all’occhiello della nostra società, la Pietas Julia. La domenica dopo, è quella della Barcolana 50. Un’apoteosi, la migliore di sempre anche per me (ne ho fatte 40). Dal mare, dalla terra, dal cielo o dalla TV, comunque è stato uno spettacolo unico al mondo di cui dobbiamo andar fieri tutti, triestini ed italiani.Ho visto molti video celebrativi, curati sia da istituzioni pubbliche che da privati cittadini. Una gara nella gara. Stanno contagiando anche i non addetti ed i non appassionati. Una regata che…

La Serenissima

Nella precedente news ho dissertato su di chi ha la “testa per aria”, i piedi per terra, i piedi in acqua. Nella simbologia di alcuni gonfaloni del Leone di Venezia, i tre elementi (aria, terra e acqua) sono raffigurati insieme: il Leone è Alato, poggia i due piedi anteriori sulla terra, quelli posteriori sul mare. La Serenissima, originariamente Stato da mar o “Stato marittimo” (che si sviluppava solo su isole e coste) diventa anche terrestre con l’espansione dei propri Domini di terraferma. I veneziani, originariamente solo mercanti e navigatori, diventano…

I piedi per terra

“Torna con i piedi per terra” . È il ritornello che sente ripetersi chi “ha testa per aria”. E chi i piedi, e non solo, vuole tenerli in acqua?Dopo la batosta subìta l’anno scorso in Grecia (la perdita del timone), quest’anno ho avuto una pausa di riflessione. Questo per dire che nella stagione che volge al termine mi son limitato a navigare in Croazia. Problemi familiari e problemi… editoriali (incontri di promozione del libro) mi hanno tarpato le ali, ma anche spinto a meditare sulle nostre epiche imprese. Mi trovo…

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